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mercoledì 22 aprile 2015

Tuo è il mondo...



...perché sai leggere:




e sai scrivere:




E anche se l'ortografia è perfezionabile, la logica interna discutibile e la trama un tantino troppo essenziale, tutte osservazioni che terrò per me, dal momento che l'ultima volta che ho espresso le mie critiche ti sei chiaramente risentito:
(dimostrando così di saper anche mettere i puntini sulle "i"),


decisamente, caro stellocchietto, da oggi il mondo è tuo e non c'è limite a ciò che potrai imparare e comunicare.
Io sarò accanto a te, a distanza di sicurezza, a guardarti stupefatta e a insegnarti, se vorrai, quel poco che so, nell'attesa che un giorno sia tu a insegnarmi quello che avrai scoperto.
E questo spiega perché mi hai visto piangere il giorno in cui ho capito che sapevi leggere.



giovedì 13 novembre 2014

Il momento è storico

Addì 13/11/14, dopo lunga ed emozionante attesa Matteo ha perso il suo primo dentino da latte (incisivo centrale inferiore).
Attendiamo impazienti la visita del topino dei dentini sperando di sfruttare il momento per dare finalmente risposta alla domanda che ha tormentato la nostra infanzia:
ma sto topino con tutti sti dentini cosa accidenti ci fa?



martedì 12 agosto 2014

Testamenti

Quando muore una tal persona si rimane sempre un po' perplessi se poi muore in agosto, la tristezza aumenta e di sicuro fornisce un motivo ulteriore per scrivere un post come questo, tanto più che è da un po' di tempo che ci penso.
Insomma: sono quasi quattro anni che ho aperto questo blog e che ci scrivo, con frequenza bassa e altalenante, ma ci scrivo.
Spesso mi sono interrogata sul senso di questa mia attività "parallela e segreta" (al di fuori di papà camp, e della mia più cara amica, che peraltro l'ha appreso da pochi giorni, nessuno sa che ho questo blog). I miei pochi lettori fissi non sanno chi io sia e forse non lo sapranno mai per quanto io comunichi loro i miei pensieri  più intimi ricevendone, spesso, spunti di riflessione che neanche chi mi "conosce" da una vita riuscirebbe a donarmi.
Grazie cari miei lettori: i vostri commenti sono graditi e preziosi ma se anche voi non ci foste, continuerei a scrivere.
Difatti, principalmente, io scrivo per me e per Matteo; scrivo, quando l'emozione è ancora limpida e chiara nella mia testa, di cose che un giorno vorrei poter raccontare vividamente al ragazzo o all'uomo che sarà.
Per questo giorni fa ho fatto a papà camp il seguente discorso:
"Amore mio ho una cosa importante da dirti ma tu non ti sconvolgere, ti prego.
Dunque, carissimo, in caso di mia morte improvvisa e prematura ti prego di stampare, in duplice copia, tutti i post del mio blog e di rilegarli. Provvederai poi a inserirne una copia nella mia bara mentre l'altra la consegnerai solennemente a Matteo nel momento in cui riterrai giusto farlo. Queste è ciò che ti chiedo, ti prego di prendermi sul serio."

Bisogna dire che papà camp era talmente serio da aver avuto la lucidità di ripondermi:
"Ma scusa della tua copia che te ne farai, pensi che da morta ti verrà voglia di leggere?".

Al che io:
"Vabbè ho capito: alle stampe ci penso io che già non ti vedo molto convinto e poi in certe circostanze ci si deve occupare di un sacco di cose e non vorrei che non avessi tempo per ricordarti delle mie ultime volontà".

E qui il discorso è terminato ché papà camp è avvezzo a questo genere di comportamenti e col tempo ha capito che è meglio (per lui ) soprassedere.
Dunque d'ora in poi inizierò a  stampare in duplice copia e gelosamente custodire tutto ciò che scriverò sul blog e dovrò pure trovare il tempo di stampare i post precedenti, fortuna che non sono molti e pazienza per la carta impunemente sacrificata sull'altare della mia immotivata presunzione: del resto se ogni anno si sprecano tonnellate di carta patinata per migliaia di aspiranti politici...
Bisogna essere realisti: la vita è complicata, la gente muore ogni giorno e, forse perché frequento troppo ambienti medici, comincio a non sentirmi molto bene.

Caro gigantino eccola qui, la tua mamma: sempre a pensar male; e adesso novello diciottenne, in viaggio di nozze o magari (non ho ancora deciso) avendo appena conosciuto il tuo primo figlio, starai sicuramente ridendo di me ma, sai, la vita è strana e bisogna essere previdenti.
Spero si capisca, caro Matteo, l'amore, l'energia, la pazienza e l'umiltà che ci ho messo ma, soprattutto, il grande regalo che sei stato per me.
Spero di esser stata una buona madre.
Per eventuali risposte (non richieste ma gradite) puoi passare quando vuoi o, nella peggiore delle ipotesi, sussurrarle al cielo in plenilunio.




domenica 4 agosto 2013

Pro bono

E non so dirvi la felicità nell'andare a letto sapendo di non sentire più urla di dolore dal piano inferiore.
Ce l'abbiamo fatta: i dolori che assillavano papà non ci sono più!!!
Miracolo?!!!
Macchè:

Abbiamo eliminato lo stent ureterale doppio J

che come volevasi dimostrare era la causa del dolore

sostituendolo con uno stent ureterale mono J

perché uno stent è necessario.
E accidenti: c'è voluto un anno, il rischio di una dipendenza da farmaci analgesici e quello di gesti estremi.
Perché tanti dottori (non solo quelli in medicina) ti fanno domande ma poi non riflettono sulle risposte che dai:

"Da quando soffre di questi dolori?".
"Da quando ho messo lo stent, non è che sia proprio questa la causa?".
"No: il dolore da stent è diverso e poi la localizzazione non corrisponde".
"Ma non si potrebbe cercare un'alternativa a questo stent?"
"...".

L'alternativa ce la siamo cercata da noi e fortunatamente l'abbiamo trovata. Neanche ci speravamo più di tanto: lo stesso urologo che ce l'ha proposta non era sicuro dei risultati. E invece dal giorno stesso dell'intervento i dolori sono cessati e papà non usa più antidolorifici di sorta.
Soffre di un fastidio costante alla stomia ma niente di lontanamente paragonabile alla situazione di solo un mese fa.
Va anche detto che l'impatto sul sé corporeo è pesante: un tubicino di venti cm che fuoriesce da una stomia non è il massimo (prima non si vedeva nulla); e anche le operazioni di cambio placca sono diventate più complesse ma

il dolore non c'è più.

Quando torneremo da quelli che "doppio J forever" ci prenderemo la nostra soddisfazione: quella di dare un senso a questa brutta esperienza, consigliando ai "dottori" di ricordarsi di noi, nel caso incontrassero un altro paziente coi problemi di papà (ma se prima di andare da loro sarai capitato qui, sarà anche meglio) invece di farlo disperare a vuoto.
Però che bello quando le cose vanno per il verso giusto: ci si sente presi da un senso di riconoscenza cosmica che spinge ad atti di altruismo un po' folle dunque:

caro navigatore disperato qui giunto per aver digitato le parole "dolore", "stent ureterale", "doppio j", "briker" e via dicendo, spero di esserti stata utile, se hai bisogno di chiarimenti puoi usare la mail ma soprattutto (da una che sa quello che stai passando):

Coraggio!



sabato 27 aprile 2013

Il momento è storico...

(di storia con la "s" minuscola ma non meno significativa:)

Matteo ha fatto la cacca nel water!!!

Il mio cuore trabocca di gioia!!!
Proprio ieri al controllo di crescita parlavo con la pediatra della mia decisione di resa incondizionata: "che debbo fare, se non gli  metto il pannolino è capace di stare anche cinque giorni senza farla, e pensare che con la pipì è perfettamente autonomo. Basta aspetterò che si decida da solo."
E siccome i bambini ascoltano e ragionano ieri sera mi ha chiesto l'adattatore, è rimasto seduto per dieci minuti, stamattina anche e finalmente oggi l'evento tanto aspettato: all'improvviso mi ha chiamato dal bagno dicendomi "mamma ho fatto la cacca".
Il mio cuore trabocca di gioia per questo bimbetto che non si fa convincere facilmente a fare ciò che non vuole ma che, quando si sente pronto, riesce a far tutto anche ciò che fino ad un momento prima riteneva al di sopra delle proprie possibilità.
Festeggiamo degnamente:


i traguardi che a noi adulti sembrano poca cosa ma che per un bambino son cose grandi!


venerdì 15 marzo 2013

Disegni



Questo l'ha fatto Matteo!!!
Difatti lo diceva che a lui piace solo di disegnare; ha elaborato questo "mostro", che continua a declinare in varie versioni cambiando ogni volta i particolari, completamente da solo ed è estremamente soddisfatto quando io guardandole emetto un urlo di paura. Questo disegno qui, in particolare, mi ha divertito tanto che gli ho chiesto di regalarmelo, pretendendo anche la dedica, scritta mano nella mano.
A Matteo piace disegnare in questo periodo; sarà che disegnare è per lui anche un modo per creare la realtà (ciò che disegna diventa concreto) e per rappresentarsela (e dunque capirla), sarà che apprezzo le sue produzioni o semplicemente sarà che gli piace molto,  fatto sta che la cosa è per lui molto seria. Dunque lo è anche per me.
Allora ho iniziato ad osservare:


"Della serie: Piccoli criminali crescono. Complimenti ai genitori!", direte voi.
Ma no, non siate superficiali: questo l'ha fatto qualche giorno dopo la la grande protesta e la conseguente grande sfuriata materna, mentre era all'asilo (un sentito grazie alla maestra che decriptato il messaggio), è normale che uno ci legga:

se avessi una pistola io, Matteo il terribile, aiutato da un supereroe amico mio, farei tanta paura a quei cattivoni di mamma e papà, che stanno là, oltre la casa, insieme, mentre io sto qua, da solo (meno male che c'è il supereroe amico mio); ma io c'ho una pistola che passa anche attraverso le case, una super pistola, e infatti papà e mamma, brutti e cattivi, hanno una paurissima di me. Oltretutto c'ho anche l'arma segreta: il disco volante fatto a ragno [sfuggito anche all'analisi della mestra, appunto trattasi di arma segreta] che punta contro di loro.
Vò messo paura, eh?
Sono più forte di voi.
Mi sento soddisfatto
quasi, quasi...
disegno un sole,
un pò mostro, però.

Niente di preoccupante, c'è anzi da gioire che questo bimbetto inizi domandarsi, "chi sono, dove sono e, soprattutto, cosa ci faccio qui?". Tanto, prima o poi, tocca a tutti e si inizia sempre da lì. L'importante è passare in fretta ad altro.
Dunque inizierò a preoccuparmi solo nel caso il soggetto artistico dovesse ripetutamente catturare  l'attenzione di Matteo. Certo si è aperto per lui il grande periodo "triangolare", che verrà vissuto in tutte le sue sfumature cromatiche e proiezioni geometriche, con meticolosità vangoghiana; c'è d'aspettarsi tanta altra inquietudine, dovrò preparami ad immagini che rimarranno impresse indelebilmente nella mia testa ma ce la possiamo fare.
E la morale della storia è:

Che carta, colori ed estimatori non manchino mai ai vostri bimbi.




sabato 31 marzo 2012

Son soddisfazioni!

Ieri siamo stati dalla "nostra" pediatra per la visita di controllo dei tre anni, veramente avremmo dovuto farla a dicembre ma tra il lavoro, le feste e soprattutto un rifiuto da parte mia degli ambienti medici, son passati tre mesi. Comunque, come volevasi dimostrare, Matteo gode di ottima salute è solamente un pochino in sovrappeso ma niente di allarmante. Io sono una mamma che quando porta il figlio dal pediatra dedica poca attenzione alle questioni strettamente mediche preferendo sfruttare il poco tempo a disposizione per porre domande sullo sviluppo cognitivo e psicologico. La "nostra" pediatra per fortuna è sempre disponibile a chiarire i miei dubbi difatti si è soffermata a lungo ad osservare il disegno che Matteo le aveva portato facendomi notare come la scelta dei colori usati dimostrasse la sua positività e felicità. Allora le ho chiesto il suo contributo chiarificatore sul dubbio del momento
"Dottoressa come mai Matteo quasi tutti i giorni fa un sacco di storie per andare all'asilo ma poi, non solo ci va, ma le sue maestre mi dicono che è un bambino calmo e tranquillo, che non si vede e non si sente? Sarà mica un caso di sdoppiamento della personalità precoce?"
E lei, trattenendo a stento una risata. "Signora mi scusi ma lei era felice, da piccola, di andare tutti i giorni a scuola? Francamente io mi preoccupo di quei bambini che sono entusiasti di andare all'asilo a tal punto che vorrebbero starci sempre perché è probabile che a casa c'è qualcosa che non va. Lei non si preoccuperebbe se suo marito volesse andare a lavorare anche di domenica?"
(Che genio la mia pediatra!)
"Vede il comportamento che suo figlio assume all'asilo dipende dal fatto che è un bambino abituato a seguire delle regole, per questo quando è all'asilo è calmo e tranquillo, molti bambini invece manifestano grande disagio a starci, che può arrivare a manifestarsi in veri e propri malesseri fisici, perché non sono in grado di sopportare i limiti che l'ambiente scolastico comporta."
"Ma allora perché se lì è così bravo e tranquillo, poi a casa diventa un terremoto?"
"Signora ma a nessuno fa piacere seguire le regole e i bambini sanno che a casa, vuoi per quieto vivere, vuoi per stanchezza, spesso i genitori cedono. Vede è vero che con i bambini bisogna saper dire "NO" ma è anche importante saper dire "SI". Suo figlio, per me, è una mosca bianca: si è fatto visitare tranquillamente e adesso, che la visita è finita, sta giocando. Questo significa che sa distinguere tra momenti diversi. Le assicuro che questa è una rarità: sapesse quante volte ho pensato di eliminare i giocattoli vicino al lettino perché va sempre a finire che invece di intrattenere il bambino durante la visita diventano per loro il pretesto per evitarla. La verità è che suo figlio è un bambino molto ben educato."
C'è bisogno che io vi descriva le vette inesplorate che il mio orgoglio di madre a tempo pieno ha raggiunto in quel momento? E non è per la bella figura fatta: ci sono state e ci saranno tante occasioni per sentirmi imbarazzata di fronte ai suoi capricci e ai suoi attacchi di aggressività ma constatare che Matteo è un bambino che non stressa il prossimo suo e che anzi conosce e pratica una forma, magari ancora non raffinata, ma pur sempre apprezzabile di rispetto per gli altri mi ha dato la bellissima sensazione di essere una madre adeguata.
E quando siamo tornati a casa in mezzo al disordine imperante, alla onnipresenza di giocattoli, ai segni della lotta mattutina per vestirlo, alle decine di cose iniziate e non ancora finite ho pensato: "Chi l'avrebbe mai detto che nonostante l'apparente sfacelo sto crescendo un bambino educato, equilibrato e felice? ".



giovedì 14 aprile 2011

Ciao, ciao ttutto

ttu-tto è il lattuccio, non quello che sta in frigorifero ma quello delle sisotte di mamma; ebbene per scaramanzia, come dice papà camp, farei meglio a non dir niente ma l'emozione è forte: da quattro notti e tre giorni più o meno  (perché il conto mi è sfuggito) non allatto più Matteo. Dopo ventisette mesi ci siamo stettati (il termine non è elegantissimo ma sarà d'aiuto a chi cercasse in rete informazioni in proposito) e la cosa bella è la naturalezza con cui è successo. E io mi sento una mamma un po più grande e un po più leggera. Questo grande passo è stato fatto e fatto bene."


Questo è quello che avevo iniziato a scrivere poco più di un mese fa, poi c'è stata la tragedia del Giappone e ho perso l'entusiasmo e la leggerezza che volevo comunicare con quel post, spazzati via dalla tristezza e dalla paura. E' passato più di un mese, terremoto e tsunami hanno fatto più di ottomila morti e dodicimila dispersi, il disastro nucleare è ormai classificato di grado 7, il più alto, e la situazione è ancora molto critica anche perché le scosse continuano. La gioia e la soddisfazione che sono state non torneranno più e sarebbe da interrogarsi sul perché si finisce spesso per non vivere pienamente le cose belle della vita, che già sono poche, ma questo è un altro discorso...
Qui invece vorrei parlare di stettamento: l'interruzione dell'allattamento di un bimbo che ha superato l'anno di età e che per questo sarà in grado di far capire la propria opinione in proposito, con tutti i mezzi a sua disposizione. E di solito ai bambini piace molto l'allattamento, a volte (è stato il nostro caso) piace anche alle mamme tuttavia arriva un momento in cui bisogna interrompere.
Ho iniziato a pensarci quando Matteo aveva circa 18 mesi più che altro perché pensavo che così avrei potuto risolvere i suoi problemi di sonno, dato che all'epoca lo facevo addormentare allattandolo, ma subito ho capito che non sarebbe stato facile; riporto a tale proposito una delle conversazioni più inquietanti avute con la pediatra di mio figlio:

"dottoressa fino a quando è opportuno allattare un bimbo?"
"Ma l'allattamento è un processo che non si interrompe, al limite si estingue!"
"Ah, allora è il bambino che gradualmente lo estingue?"
"No, questo succede assai raramente."

Li per lì ho pensato "vabbè, rimandiamo tutto a data da destinarsi". E così ho fatto anche perché, contrariamente a quanto si possa pensare, l'allattamento prolungato è una cosa semplicissima da fare per una mamma a tempo pieno: si arriva a farlo massimo due o tre volte al giorno con la tranquilla consapevolezza che   le finalità sono solo emotive. Intanto però tuo figlio compie due anni, pesa quasi quindici chili, è lungo novantadue centimetri e tu sei diventata un'allattatrice anonima perché non ti va di sentirti dire "ma ora è tempo di smettere" "ma adesso gli potrebbe far male" (!!!) e soprattutto inizi a sentire il bisogno di mettere un po di distanza fisica e mentale tra te e tuo figlio che intanto, a volte, non si addormenta più col seno.  Allora t'azzardi ad introdurre il discorso e quando tuo figlio ti dice
"mamma tutto"
tu proponi: "ma adesso Matteo è un bimbo grande e quando i bambini diventano grandi il lattuccio finisce, non c'è più"
e lui "nooo... ttutto c'è" sicuro come la roccia. E tu lo allatti.
Coi giorni il discorso si è articolato: "ma Matteo è un bimbo grande o è un bimbo piccolo?"
"ahhh Matteo è ggrande"
e tu osi "allora adesso fa le ninne senza lattuccio come i bimbi grandi"
e lui un po arrabbiato "no, ninne senza ttutto  no". E tu lo allatti.
E poi, tanti giorni dopo: "allora Matteo è grande e fa le ninne senza lattuccio"
e lui "no, Matteo è picco"
e tu "para...." 
Poi inizia la negoziazione vera e propria: "mamma: poco poco ttutto"
"ma no amore sei un bimbo grande"
"mamma...poco poco ttutto",
e tu, colpita da tanta dolcezza: "e dai vieni qua".
Coi bimbi, si sà tutto finisce in gioco e un bel giorno dopo aver giocato a "poco poco lattuccio" Matteo si è addormentato con un nuovo rituale a cullarlo: "per fare le ninne bisogna stare con gli occhi chiusi e fermi fermi".
Fatto!
Ma tu non ci credi, "sara stata fortuna" pensi, anche se lo sai che è successo e ti dispiace averlo allattato il giorno prima senza sapere che sarebbe stata l'ultima volta perchè adesso ci vuole rispetto e non si può tornare indietro, tuo figlio è un po meno tuo.


Stellocchietto di mamma grazie per l'amore che avevano i tuoi occhi, tutto l'amore del mondo, mentre mi guardavi. E' bello aver potuto vedere una cosa così, non capita a tutti sai? Spero sia successo anche a te.
Spero che quella visione rimanga impressa da qualche parte dentro di te. Abbiamo fatto una cosa bellissima, insieme, e mamma è felice, tanto tanto. 
Bacetto!

martedì 21 dicembre 2010

E se li licenziassimo tutti?

E' una cosa talmente sciocca che la faccio anch'io:
Come in un sogno, Licenzio L'olimpo
E chiudo per ristrutturazione straordinaria.


E' sciocca ma civile chiara e pacifica
Doverosa, anche.




                          http://cazzeggiolibero.splinder.com/post/23741668/e-se-li-licenziassimo-tutti


Al Parlamento Italiano
(630 Deputati e 321 Senatori - licenziamo anche quelli a vita)


Raccomandata A.R.

Oggetto: 
notifica di licenziamento


Egregi Signori,
siamo spiacenti di informarVi che abbiamo deciso di rinunciare alla Vostra collaborazione. Tale provvedimento viene adottato per la seguente motivazione:  


  • sottrazione di beni aziendali nell'esercizio delle proprie mansioni (specie se fiduciarie)
  • condotta extralavorativa penalmente rilevante ed idonea a far venir meno il vincolo fiduciario
  • abbandono ingiustificato del posto di lavoro  
  • reiterate violazioni del codice disciplinare di gravità tale da condurre al licenziamento (basterebbe la rissa di ieri)
  • rifiuto ingiustificato e reiterato di eseguire la prestazione lavorativa/insubordinazione

Per i giorni di mancato preavviso non Vi verrà corrisposta alcuna indennità sostitutiva.
Vi invitiamo a prendere contatto con l'Ufficio Personale per il ritiro delle Vostre spettanze e dei documenti lavorativi. 

Distinti saluti.

Firma 
Il Popolo Italiano




Mi piacerebbe...

Tanto!

mercoledì 8 dicembre 2010

Dietro una semplice festa di compleanno



immagine tratta da http://www.magicbaloon.com 
Eccoci qui: dopo la festa per il secondo compleanno del gigantino, ce l'abbiamo fatta!
Solo due settimane fa non ci avrei giurato perchè non avevo affatto voglia di festeggiare; Mi era presa così, un continuo ripensare a quel giorno di due anni fa che mi ha cambiato la vita, concentrata su tutto quello che è andato storto, e c'è n'è stato di materiale su cui riflettere; un'indisposizione generalizzata verso tutti quelli, una quantità di persone, che ancora si scandalizzano se il citofono è staccato e il cellulare abbandonato, come se allevare un bambino sia una cosa che si possa fare tra le altre; un bisogno di chiudermi nella mia famiglia che poco spazio lasciava a festeggiamenti pubblici tanto più che io non sono stata abituata a festeggiare i compleanni. Ma i figli, si diceva, ti cambiano tutto e dopo parecchi giorni di riflessione ho pensato a questo bimbo dalla personalità istrionica che ama la confusione e l'allegria e mi sono detta che vederlo sorridere vale qualsiasi sforzo e allora ho deciso: festa in casa, nonni, zii, cuginetti. Una settimana per riassettare il camp (un pensiero commosso alla casalinga comunità ragnesca, vistasi sfrattata a colpi di ramazza), un'altra per organizzare il rinfresco, brividi finali con lo scoppio, a tre giorni dall'evento, dell'emergenza familiare mensile (raccolta olive minacciata da maltempo incessante) che mi ha in parte privato del fondamentale aiuto di papà camp, però alla fine è andato tutto bene. 
Da ricordare: il momento in cui gli adulti hanno capito che i palloncini erano attaccati al soffitto per semplice forza elettrostatica (geniale idea di papà camp) e li hanno fatti cadere: tutti a giocare a pallavolo tra scoppi improvvisi o provocati ad arte (quattro palloncini superstiti vagano tuttora spersi tra sala e cucina) ma soprattutto il viso di Matteo in uno dei suoi sorrisi più belli e convinti mentre si applaude dopo aver spento le sue due candeline. Giuro, mi sono commossa!

lunedì 8 novembre 2010

Io soio Patteo

A futura memoria

04/11/10
Caro gigantino stasera è successa una cosa che ricorderò per sempre; è successa, come spesso accade, mentre facevamo cose ordinarie: ti stavo mettendo il pigiamino, tu eri sul fasciatoio e protestavi. Ultimamente lo fai spesso e avendo avuto il sospetto che questo dipenda dal fatto che non ti senti al sicuro lì sopra ( ormai sai che si può cadere e che più in alto ci si trova più ci si può far male), cercavo di rassicurarti: "amore stai tranquillo quando c'è mamma non cadi perchè mamma non ti fa cadere, perchè se cadi tutti danno totte a mamma: papà, nonno, nonna, nonna, lola, vater, tutti i zii. Perchè tutti ti vogliono tanto tanto bene". Questa cosa ti ha fatto sorridere mentre mi rispondevi: "tutti totte mamma". E io ho continuato: "amore stai tranquillo perchè mamma sta attenta a Matteo" è stato allora che mi hai guardata con quel tuo sguardo furbetto e hai detto: 

"mamma attenta Patteio".

Amore sapessi la gioia che mi ha riempito il cuore in quel momento, per la prima volta nella tua vita hai pronunciato il tuo nome. Inutile dire che la nanna è slittata di almeno un'ora in cui i ruoli si sono invertiti: io a chiederti come ti chiamavi ogni tre minuti, come fosse un gioco divertentissimo e tu, con una certa condiscendenza, a rispondere:"io soio Patteo", e allora grandi applausi.

Adesso che la gioia è stata metabolizzata, ti guardo e mi rendo conto che abbiamo raggiunto un traguardo importante e che da questo momento in poi sei consapevole che tutto ciò che ti accade è tuo, così come tutto ciò che fai. Sei appena nato a te stesso. 



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