venerdì 18 marzo 2011

L'umiltà che ci manca

Non ce la faccio più: sto aspettando da sette giorni l'annuncio di una catastrofe che so di certo accadrà, non tanto perché sono pessimista ma sostanzialmente perchè la fisica nucleare è una scienza nobilissima finché rimane confinata nei laboratori o nei reparti ospedalieri, finché si lavora in ambienti controllati e sopratutto con minime quantità, perché normalmente succede questa cosa 

vetro colorato con uranio
"L'uranio è un elemento che si rinviene nella crosta terrestre, in basse concentrazioni, praticamente in tutte le rocce, in tutti i terreni e nelle acque. È considerato più abbondante dell'antimonio, del berillio, del cadmio, dell'oro, del mercurio, dell'argento, del tungsteno; ha circa la stessa abbondanza dell'arsenico e del molibdeno." e  questa 
"Va necessariamente precisato, tuttavia, che il rischio indotto dalla radioattività dipende essenzialmente dalla concentrazione dell'isotopo di uranio nell'ambiente (misurata ad esempio in kBq/cm3), piuttosto che dalla sua attività intrinseca." ( http://it.wikipedia.org/wiki/Uranio ) ; 

non ci vuole molto a capire che ammassare quantità rilevanti di tale materiale e "dargli fuoco" innescando una reazione che ha molto a che fare con questo genere di cose 
"Si ipotizza che la principale fonte del calore che mantiene liquido il nucleo della Terra e il soprastante mantello provenga dal decadimento dell'uranio e dalle sue reazioni nucleari con il torio nel nucleo della terra, generando così la tettonica a zolle." (  http://it.wikipedia.org/wiki/Uranio ) 
non possa portare a nulla di buono se poi c'è una probabilità, seppure remota ed eccezionale, di perderne il controllo. Questa probabilità c'è e si sta concretizzando proprio in questo momento ed è oramai impossibile tornare indietro.  
E se vi sembro troppo pessimista, se vi pare che abbia estrapolato delle affermazioni da un discorso più ampio stravolgendone il senso, vi prego: ditemelo, ne sarò veramente sollevata.

mercoledì 16 marzo 2011

A chi mi visita dal Giappone

Nell'ultima settimana ho avuto alcune visite dal Giappone: che strano pensare che con tutto quello che sta succedendo qualcuno perda tempo a leggermi magari però si tratta di persone che non si trovano nelle zone maggiormente colpite e che magari stanno cercando di pensare ad altro, di distogliere la loro mente da tutta questa devastazione. Vorrei dirvi che mi dispiace tanto e che sto seguendo l'evoluzione della situazione, soprattutto quella dei reattori nucleari che sento, nonostante la distanza, come un problema mio, come se quelle centrali fossero a poche decine di chilometri di distanza da qui. Spero allora che questi pensieri vi arrivino e vi aiutino a sopportare quello che sta accadendo. Speriamo di uscirne fuori indenni. A presto.

lunedì 14 marzo 2011

Coraggio


Accidenti: il gigantino si è fatto Male e anche mamma e papà: un punto di sutura sul labbro inferiore destro, all'uno, una dolorosissima stretta al cuore, agli altri.
Un attimo prima era sulla sedia a fare contorsionismo, il secondo dopo a piangere spaventato, nella breve frazione di tempo centrale ha allentato la presa ed è andato a sbattere sullo spigolo del tavolo, presumo almeno, perché io benché fossi vicina a lui ho visto ma non ricordo esattamente. Dopo aver fermato il sangue, somministrato una tachipirina per il dolore e del ghiaccio e finalmente dopo che ci siamo tutti calmati, papà camp ed io abbiamo capito che il taglio era molto profondo e sembrava arrivare fino all'interno della bocca allora abbiamo deciso di andare in ospedale. In macchina il gigantino si è subito addormentato ed è rimasto così finchè il medico e l'infermiera non l'hanno svegliato per controllare la ferita. Fortunatamente la ferita all'interno dalla bocca non era collegata a quella esterna ma hanno ritenuto opportuno mettere un punto di sutura all'esterno affinché i lembi si saldassero bene.
Ora, non è che la sanità italiana faccia schifo però a volte si ha l'impressione che sia un po barbara: voglio dire con un bambino di due anni si potrà pure usare un po di anestetico locale...invece no e se mi mancano le immagini dell'incidente, quelle della satura ce le ho scolpite in testa come pure l'espressione incredula del gigantino mentre piangeva come a dire "ma perché?" Ma Matteo è un bimbo che non ama riflettere a lungo sul dolore e in macchina si è subito riaddormentato. Domenica è stata una giornataccia e anche se il gigantino ha mangiato ed è stato abbastanza bene ripensavo continuamente a quell'immagine e a quanto sia stata lontana dall'intuire una situazione pericolosa. Ho pensato che c'è davvero da diventare iperprotettivi, ho messo in discussione la mia permissività sul campo motorio e persino la decisione di averlo portato al pronto soccorso. Insomma, un temporaneo choc postraumatico dove il trauma è stato non tanto l'incidente quanto l'intervento successivo. Difatti quando oggi ho domandato al gigantino chi gli avesse fatto la bua ( lui dice di avere un "pipistello" sul labbro) non mi ha risposto "la sedia " o "il tatolo" ma " la dottoessa", in realtà infermiera perchè il medico ha solo supervisonato e meno male, che sembrava il cugino bello di zio Fester.
Diciamo che è andata, anche se rimane d' aspettare che il punto cada e da scongiurare che non riaccada una cosa simile. Tanto Matteo non sembra capire quando il suo modo di muoversi diventa pericoloso, lui continua a correre e ad arrampicarsi e a saltare, io ho sempre avuto fiducia nella sua capacità di cadere e rialzarsi. Adesso però, ho qualche ripensamento. 


venerdì 4 marzo 2011

Ma siamo pazzi?!


Ma secondo voi l'Italia è nella condizione di buttare via milioni di euro (nella migliore delle ipotesi cinquanta ma c'è chi parla di trecento o quattrocento) senza che Le venga fornita almeno una motivazione plausibile?

Io odio gli sprechi e, da mamma, cerco di fare del mio meglio per crescere il gigantino in maniera sensata e responsabile, io faccio i conti con ansia via via crescente, io dico sempre che se anche diventassi milionaria avrei grandi difficoltà a sperperare i miei soldi, io sto male al pensiero di quante cose si potrebbero fare con questi soldi, io adesso scrivo al ministro Maroni e glielo dico, vedi mai...
Carissimi lettori fissi, carissimi navigatori di passaggio se anche voi pensate che non siamo in condizione di permetterci certi lussi, fate come me: andate qui ed esprimete il vostro dissenso, non per motivi politici ma per semplice buon senso e con lo stesso spirito scrivete anche voi un post, che a me mi leggono in pochissimi. Vedi mai...

venerdì 25 febbraio 2011

La rugiada e il lampo

Disse una volta il Vecchio Saggio:

"tra colui che percuote 
e colui che è percosso
non c'è differenza.
Son come goccia di rugiada
o come lampo".

Questa frase mi viene sempre in mente quando litigo con qualcuno a cui voglio molto bene; non ho mai indagato bene sul suo significato e, del resto, non servirebbe perchè io l'ho sempre considerata un  koan dunque poco importa il suo significato, importa invece che mi torna sempre in mente quando litigo con qualcuno cui voglio molto bene.
Ieri è successo col gigantino: da una settimana vago nottetempo in cerca del perduto talamo su divani e letti sommariamente montessoriani perché lui (peraltro approfittando di una nostra concessione) occupa ormai stabilmente almeno una piazza del letto dimostrandosi, oltretutto, beatamente disinteressato alla presenza dell'uno o dell'altro genitore nella parte restante; questo mi rende un tantino nervosa, inoltre sono in tensione perché nei prossimi giorni arriveranno risposte importanti ad un problema che mi sta molto a cuore.
Insomma, quando ieri il gigantino ha rotto un bicchiere è stata proprio la proverbiale goccia: l'ho rimproverato urlando, l'ho preso e posato sul divano intimandogli di non muoversi (la punizione per lui più brutta); il piccolo è scoppiato in lacrime senza neppure provare ad articolare un minimo di spiegazione. Io ho lanciato oggetti un po' qui, un po' lì,  tanto per sfogarmi, mentre declamavo anatemi in sanscrito. Ero arrabbiata e consapevole di esserlo. Ero anche scioccata nel constatare quanto fosse simile la reazione del gigantino alla mia, quando ero io ad essere rimproverata da mio padre. Ho sperato di non averlo guardato allo stesso modo.
Il gigantino è  rimasto seduto per circa quaranta minuti, poi papà camp (grazie amore per aver capito) lo ha portato in bagno per cambiarlo e ha provato a farlo addormentare, ma lui non ne voleva sapere. Quando, finalmente calma, dispiaciuta e intenzionata a scusarmi, sono entrata in camera (mia) lui mi ha sorriso e si è proteso per darmi un bacio, ci siamo abbracciati e coccolati e non c'è stato bisogno di parlare e spiegare; così si è addormentato abbracciato a me, con la sua guancia sulla mia e per tre volte mi ha stretto più forte mentre cercavo di riattivare la circolazione venosa della metà sinistra del corpo.
Ecco: questo con mio padre non è mai accaduto. 
Si, si: deve trattarsi proprio di un koan.

mercoledì 16 febbraio 2011

Amore mio...

Ciao amore mio questo piccolo cambiamento è dedicato a te perché tu l'hai ispirato. Circa due settimane fa sei tornato a ridere e per me è stato come tornare a respirare, sentirsi inaspettatamente più leggera, sentirsi felice e grata e capire che le attese, anche le più lunghe, all'improvviso finiscono.
E' dall'inizio della nostra storia (da una vita fa, praticamente) che stiamo sempre ad aspettare qualcosa e lo facciamo sempre, bene o male, insieme, noi due; e sempre, la cosa più difficile è adattare il proprio ritmo all'altro, camminare lentamente quando si avrebbe voglia di correre, lasciar correre quando si vorrebbe chiedere e capire. Ti ringrazio per tutte le volte che mi aspetti con pazienza e amore; dal canto mio, anche se potrà sembrarti strano, non c'è giorno che non mi chieda se faccio abbastanza per te e se ti rendo felice oltre a crearti un sacco di problemi che, se io non ci fossi, non avresti nemmeno.
Amore mio spero tu abbia dato la risposta giusta perché io voglio esserti vicino ancora per molto: da sempre, non conosco persona più bella con cui potrei fare questo lungo e sorprendente viaggio che è la vita; però tu, per favore, continua a sorridere.
Intanto, ancora, buon compleanno amore


Ti ricordi...?
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...